RItalia e il RitaliaCamp propagano l’idea di un nuovo modo di collaborare e costruire, attraverso un dialogo costruttivo. Per questo motivo, ricevere critiche e commenti rappresenta un successo. Perché significa che stiamo portando avanti qualcosa che sta a cuore a tutti, a cui tutti vogliono contribuire. Non mi riferisco a italia.it, ma a questo modello che nasce dalle persone.
Ora mi trovo a dover chiarire una ambiguità che si è evidenziata nelle ultime ore.
- RItaliaCamp è la sperimentazione di un modello.
- RItalia è l’iniziativa organizzativa che fino al 31 porta al RitaliaCamp.
Il sito italia.it è solamente il soggetto di questa sperimentazione. La scelta di italia.it come campo di sperimentazione nasce dall’evidenza di un problema, enorme, che ha catalizzato l’attenzione di tutti.
E’ evidente però che italia.it sollevi anche molti altri interrogativi, domande, problemi. Problemi così grandi che non possono ridursi in una giornata e hanno anche interlocutori e metodi differenti da un BarCamp. Per questo motivo esistono iniziative di notevole portata come ScandaloItaliano. O anche Progetto David (perdonatemi se non ne cito sono altre, segnalatele pure nei commenti).
Infatti, il messaggio di IBM Italia, ITS, Tiscover pubblicato acriticamente l’altro giorno ha generato parecchi commenti. Questo per noi è già un successo, perché significa che c’è volontà di dialogo.
Noi, forse ingenuamente, ritenevamo che la pubblicazione fedele potesse portare a trasparenza. Così è stato ma tale modalità ha fatto sembrare la nostra iniziativa arresa alla potenza di un colosso.
Un dubbio sollevato è stato a riguardo di un accordo con IBM che sembra spuntato dal nulla, senza nessuna comunicazione preventiva. Vero. Per quanto i tempi siano stati estremamente rapidi per quanto ne sappia io, un preavviso doveva essere dato.
A posteriori, quello che so io è che IBM cercava un luogo ove comunicare, perché pensava che se fosse stato interno ad IBM nessuno avrebbe preso parte a tale dialogo. Personalmente, trovo ironico che IBM debba rivolgersi a noi per poter comunicare, ma non voglio dilungarmi in riflessioni personali.
Qui probabilmente c’è stato un errore nostro di comunicazione: vedere un post di IBM sulle pagine di Ritalia sembra una sorta di intrusione. Purtroppo per motivi di tempo non avevamo fatto in tempo a realizzare un blog ad hoc, ma come ha recentemente segnalato David ora è presente.
Secondo me questo significa che IBM, ora, non può fare come con La Stampa, cioè promettere una intervista e poi tirarsi indietro, ma ormai è soggetta alle critiche di tutti. I commenti sono aperti e la blogosfera è qui con i suoi interrogativi e le sue critiche.
Tornando a noi.
Ricordate che Ritalia è orientata a dare un supporto all’italia in rete, al turismo, tramite una sperimentazione (che speriamo possa risultare efficace) e non a IBM, non alla politica, non altro. Agli italiani e a tutti coloro che si sentono indignati ad essere rappresentati da un sito come italia.it.
Ci sono più fronti su cui affrontare il problema italia.it. Uno è quello progettuale, che viene affrontato da Ritalia e dal RItaliaCamp. Un altro può essere è quello economico, politico e sociale, affrontato da ScandaloItaliano. E penso ci sia anche altro, che nuovamente vi invito a riportare. Ovviamente non sono ambiti separati a compartimenti stagni, vi saranno sempre implicazioni e connessioni, ma gli scopi sono comunque differenti.
Questo non significa che Ritalia dimentica i 45 milioni spesi (o quanti ne vengono stimati).
Questo significa che tutti ci stiamo muovendo, ognuno sul campo che gli interessa maggiormente.
E questo, è solamente un bene.
Venite e criticate. Costruttivamente.